Congedi parentali e malattia dei figli: cosa cambia davvero nel 2026

Congedi parentali e malattia dei figli: cosa cambia davvero nel 2026

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La principale novità riguarda l’ampliamento dell’età entro cui è possibile usare il congedo parentale: si passa dai 12 ai 14 anni del figlio. Questo vale anche per:

  • figli con disabilità,
  • figli adottivi o in affidamento (in questo caso i 14 anni decorrono dall’ingresso in famiglia, e comunque non oltre la maggiore età).

L’estensione è pensata per permettere ai genitori di essere più presenti anche nei primi anni dell’adolescenza, una fase ricca di cambiamenti emotivi, fisici e sociali.

Restano invece invariati gli aspetti generali del congedo parentale:

  1. Ogni genitore ha a disposizione 3 mesi non trasferibili; altri 3 mesi possono essere divisi tra i due. In totale si arriva a 9 mesi complessivi.
  2. La madre può prendere fino a 6 mesi; il padre fino a 6 mesi (che diventano 7 se ne utilizza almeno 3 consecutivi o frazionati).
  3. In due, i genitori possono utilizzare fino a 10 mesi complessivi (11 mesi se il padre prende almeno 3 mesi).
  4. Il genitore solo ha diritto a 11 mesi di congedo. Per “genitore solo” si intendono casi come:
    • morte o grave malattia dell’altro genitore,
    • abbandono o mancato riconoscimento del figlio,
    • affidamento esclusivo disposto dal giudice.

Per il personale scolastico che ha concluso il congedo di maternità o paternità dopo il 31 dicembre 2024, il congedo parentale è indennizzato così:

  • primi 30 giorni al 100%,
  • secondo e terzo mese all’80% (se usati entro i 6 anni del figlio o dall’ingresso in famiglia in caso di adozione/affidamento).
    Gli altri mesi restano al 30%.

Il decimo e l’undicesimo mese sono indennizzati al 30% solo se il reddito del genitore è inferiore a 2,5 volte il trattamento minimo di pensione.

Due aspetti da ricordare:

  • Il congedo può essere utilizzato anche a ore, utile per piccole esigenze quotidiane.
  • Può usufruirne anche la madre intenzionale nelle coppie di donne, come stabilito dalla sentenza n. 68/2025 della Corte costituzionale.

Congedo per malattia dei figli

La seconda novità riguarda il congedo per malattia dei figli.

Fino al 31 dicembre 2025 i genitori potevano prendere, alternativamente, fino a 5 giorni all’anno per ogni figlio tra i 3 e gli 8 anni.

Dal 2026:

  • i giorni disponibili diventano 10 all’anno per ciascun genitore,
  • il diritto si estende ai figli da 3 a 14 anni.

I giorni non sono retribuiti, ma resta una specifica tutela previdenziale figurativa.

Per i figli da 0 a 3 anni, per il personale della scuola resta valida la regola del CCNL:

  • 30 giorni l’anno per entrambi i genitori, retribuiti, fino ai 3 anni del bambino.
  • Eventuali giorni in più non sono pagati, ma sono coperti da contribuzione figurativa e senza limiti di durata.

Ulteriori informazioni utili

  1. Durante il congedo per malattia del figlio fino a 14 anni, non sono previste visite fiscali: né il bambino deve essere visitato né il genitore deve rispettare fasce di reperibilità.
  2. Se un genitore sta usando il congedo parentale, questo si sospende automaticamente nel caso in cui richieda un congedo per malattia del figlio.
  3. Se il figlio (0-14 anni) è ricoverato mentre il genitore è in ferie, le ferie vengono sospese.

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