È in arrivo il terzo rinnovo del contratto per la scuola in poco più di due anni. L’11 marzo i sindacati incontrano l’Aran per negoziare il nuovo Ccnl 2025-2027 del settore Istruzione e Ricerca. Sul tavolo ci sono 1,1 miliardi nel 2025, 2,2 nel 2026 e 3,3 dal 2027 in poi, come indicato dal documento della Funzione pubblica e del Ministero dell’Istruzione (Mim) al presidente dell’Aran, Antonio Naddeo.
Queste risorse porteranno un aumento cumulativo del 5,4% nel triennio per circa 1,3 milioni di lavoratori (tra cui 850mila insegnanti). Significa 143 euro lordi in più al mese per i prof e 104 per gli assistenti tecnico-amministrativi (Ata), su 13 mensilità.
La trattativa include anche il personale delle università (con circa 135 euro medi in più), degli Afam (alta formazione artistica e musicale, intorno ai 165 euro) e della ricerca (sui 201 euro). Qui ci concentriamo sulla scuola, il settore più grande. Il ministro Giuseppe Valditara vuole chiudere in fretta per “riconoscere il lavoro quotidiano del personale nelle scuole per i nostri studenti”, come ha detto di recente.
Lo stesso ministro ricorda che questo governo ha già firmato due rinnovi: a gennaio 2024 quello 2019-2021 (123 euro medi ai prof, 89 agli Ata) e a novembre 2025 quello 2022-2024 (150 euro ai prof, 120 agli Ata). Dal 11 marzo parte la discussione per il 2025-2027. Se si chiude entro quest’anno, gli insegnanti arriveranno a un totale di 416 euro lordi in più al mese sui tre rinnovi: “Un risultato storico”, secondo Valditara.

