Negli ultimi anni i videogiochi sono diventati una parte importante della vita di molti ragazzi. Un nuovo studio dell’Università Sapienza di Roma, realizzato insieme a Skuola.net, ha analizzato il rapporto tra giovani e gaming, mettendo in evidenza alcuni aspetti poco conosciuti ma molto rilevanti.
Le spese nei videogiochi e il rischio dipendenza
Oggi molti giochi sono gratuiti, ma al loro interno propongono piccoli acquisti, come skin, potenziamenti o premi digitali. Questi acquisti, chiamati micro‑transazioni, permettono di personalizzare il personaggio o ottenere vantaggi durante le partite.
Secondo lo studio, però, spendere anche solo un centinaio di euro in sei mesi per questi oggetti virtuali può aumentare di molto il rischio di sviluppare comportamenti simili alla dipendenza da gioco d’azzardo. Chi effettua queste spese risulta infatti molto più esposto ai pericoli del cosiddetto Internet Gaming Disorder.
Account potenziati: una pratica diffusa ma rischiosa
Un’altra abitudine sempre più comune è quella di comprare account già avanzati, cioè portati a livelli alti da altri giocatori. Questo permette di competere subito con utenti esperti, ma può alimentare una ricerca esagerata di prestazioni e risultati, aumentando ancora di più il rischio di comportamenti compulsivi.
Conseguenze sulla scuola
Lo studio evidenzia anche come il tempo passato davanti allo schermo possa influire negativamente sulla scuola. Molti ragazzi dichiarano che il gaming ha ridotto il loro interesse verso lo studio, il loro impegno quotidiano e persino i voti. Le ragazze, pur giocando meno, sembrano più consapevoli dei possibili effetti negativi sul rendimento scolastico.
Chi è più esposto?
I giovani più a rischio sono soprattutto gli adolescenti tra i 14 e i 17 anni. Una parte importante del campione gioca più di tre ore al giorno, e una piccola percentuale supera addirittura le otto ore quotidiane. In totale, circa un terzo dei partecipanti dedica al gaming oltre dodici ore settimanali.
Lo studio mostra anche una differenza territoriale: i ragazzi del Nord Italia tendono a giocare meno rispetto a quelli del Centro e del Sud.
Perché i giovani giocano così tanto?
Il videogioco rappresenta spesso un modo per rilassarsi, distrarsi o passare del tempo con gli amici in un ambiente virtuale. Per alcuni diventa persino un mezzo importante per socializzare quando è difficile farlo nella vita reale.
Nonostante ciò, più della metà degli intervistati riconosce che un uso eccessivo dei videogiochi può diventare pericoloso per la salute.
Conclusioni
Lo studio mostra che i videogiochi possono essere un passatempo piacevole, ma è importante esserne consapevoli e mantenerne un uso equilibrato. Conoscere i rischi legati alle micro‑transazioni e al tempo trascorso davanti allo schermo è il primo passo per divertirsi senza esagerare.
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