Se lavori nella scuola o aspiri a una supplenza, sai quanto la scelta delle “150 preferenze” può fare la differenza. Non si tratta solo di compilare un modulo: è una vera strategia. Capire bene come funziona il sistema oggi, soprattutto con le novità introdotte, può evitare errori pesanti e aumentare le possibilità di ottenere un incarico.
Perché le 150 preferenze sono così importanti
Ogni anno, i docenti iscritti in graduatoria devono indicare le scuole o le aree dove desiderano lavorare. La domanda va presentata entro una finestra precisa di tempo, e non farlo equivale a rinunciare completamente alle supplenze
Questo significa che non è una semplice formalità: è l’unico modo per partecipare davvero alle assegnazioni.
Come funziona, in pratica, la scelta delle preferenze
Il sistema permette di inserire fino a 150 preferenze tra:
- singole scuole
- comuni o distretti più ampi
Ogni scelta viene valutata in ordine preciso: l’algoritmo scorre le preferenze dalla prima all’ultima, senza tornare indietro zio ha più peso rispetto a quello che inserisci alla fine. Per questo è fondamentale costruire una lista ragionata, non casuale.
Attenzione all’errore più comune: scegliere poche scuole
Uno degli sbagli più frequenti è inserire solo poche scuole, magari quelle più vicine.
Sembra una scelta comoda, ma può trasformarsi in un problema serio.
Se al tuo turno:
- le scuole che hai scelto sono già occupate
- ma ci sono ancora posti disponibili altrove
il sistema ti considera rinunciatario
E la conseguenza è pesante: perdi la possibilità di ricevere incarichi per tutto l’anno.
Il trucco per evitare brutte sorprese
Per evitare questo rischio, è importante:
- inserire scuole preferite all’inizio
- aggiungere gradualmente scelte più ampie (comuni o distretti)
- usare tutte o quasi le 150 preferenze disponibili
In questo modo, aumenti le probabilità che il sistema trovi almeno una soluzione compatibile con le tue scelte.
Il nuovo “ripescaggio”: cosa cambia davvero
Una delle novità più interessanti riguarda il cosiddetto ripescaggio.
Oggi il sistema distingue due situazioni:
1. Il docente rinunciatario
Succede quando non ha indicato sedi disponibili.
👉 In questo caso, non viene più riconsiderato nei turni successivi
2. Il docente “scavalcato”
Succede quando non ci sono posti disponibili tra le preferenze scelte.
👉 Qui entra in gioco il ripescaggio: il docente può essere nuovamente valutato nei turni successivi
La grande novità è che il sistema ora dà più valore al punteggio: se si libera una posizione, viene favorito chi ha più punti e aveva già indicato quella sede.
Un sistema più giusto, ma anche più severo
Il nuovo meccanismo è pensato per essere più equo, ma prevede anche regole più rigide.
Ad esempio, se accetti una supplenza e poi rinunci, le conseguenze sono molto più dure rispetto al passato, fino all’esclusione dalle graduatorie per un periodo lungo
Questo rende ancora più importante compilare la domanda con attenzione.
Conclusioni
La scelta delle 150 preferenze non è un semplice passaggio burocratico, ma una vera strategia.
Chi si prende il tempo per capire il sistema e compilare bene la domanda ha un vantaggio concreto. Inserire poche scuole o non valutare tutte le opzioni può costare caro, mentre una lista completa e ben organizzata apre più possibilità.
In sintesi:
- meglio essere flessibili che troppo selettivi
- meglio sfruttare tutte le preferenze disponibili
- meglio prevenire che rincorrere il ripescaggio
Una buona compilazione oggi può fare la differenza per tutto l’anno scolastico.
Nota editoriale
Questo contenuto è stato realizzato con il supporto di strumenti di intelligenza artificiale e revisionato dalla redazione.

