Contratto scuola, siamo alle fasi finali

Contratto scuola, siamo alle fasi finali

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Sta prendendo consistenza  il nuovo contratto scuola 2016/2018

Sta per siglato il rinnovo della scuola, oltre 1,1 milioni di lavoratori coinvolti, tra docenti e non, a cui si aggiungono università, ricerca e Afam. Nel pomeriggio di ieri è iniziata la «no stop» all’Aran, davanti al presidente Sergio Gasparrini; e il faccia a faccia con i sindacati è proseguito nella notte, con la volontà di chiudere (forse già stamane).

NOVITA’ SUL CONTRATTO DELLA SCUOLA 2016/2018

Tra le varie indiscrezioni che circolano nell’affollatissima riunione, possiamo sicuramente dire che abbiamo captato alcune novità sorprendenti.

– il nuovo contratto avrà una parte comune per tutti e 4 i settori (scuola, università, ricerca e Afam) e poi parti specifiche per ciascun settore. Questi settori verranno modificati solo in parte e diverse norme dei 4 vecchi Ccnl/07 continueranno ad essere vigenti;

– per la parte economica tutti arriveranno ad avere da 80 euro in su;

– tutto o parte del bonus (200 milioni di euro) dovrebbe andare sulla RPD (Retribuzione Professionale Docenti ), quindi un beneficio che andrebbe anche ai supplenti annuali;

– quello che rimane del bonus (se rimane in parte), più il “fondo” della finanziaria (10 poi 20 poi 30 milioni in tre anni) va alla valorizzazione del personale e si contratterà a livello di scuole;

– molte materie andranno in contrattazione di scuola, anche alcune nuove. Molte altre andranno al confronto, nuovo istituto importante che è più efficace della semplice informativa;

– non si modifica nulla degli artt. 28 e 29 ( orari di servizio) del vecchio CCNL scuola, verranno solo precisati gli obblighi per chi opera sul potenziamento (in tutto o in parte) che non ha solo ore di lezione frontale;

– non si modifica nulla sulla materia dei permessi, congedi, malattia ecc..  per i docenti, mentre ci sono alcune novità positive per gli Ata (permessi aggiuntivi ad ore);

– il disciplinare dei docenti andrà in sequenza al fine di individuare specifiche modalità che tutelino la libertà d’insegnamento (costituzionalmente garantita).

– Sulla mobilità, il prossimo Ccni sarà triennale, ma la mobilità rimarrà annuale. Solo chi dovesse ottenere la titolarità di scuola (5 massimo se ne possono chiedere) a domanda volontaria ci rimane 3 anni. Nessun blocco per chi ottiene la titolarità su ambito o si muove perché perdente posto.

Fonte dell’articolo: Tecnicadellascuola


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