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Baldissero, il sindaco alla preside: «Via le bandiere della pace dalla scuola comunale»

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di Federica Vivarelli

Il primo cittadino Piero Cordero: «Iniziativa impropria e fuori luogo»

Riportano la scritta pace ma potrebbero essere rinominate le bandiere della discordia. Esposte lunedì, rimosse mercoledì per volere del sindaco Piero Cordero. Protagonisti del «bandieragate» il primo cittadino, ufficiale in congedo degli alpini, eletto a ottobre scorso con la lista civica «Progetto Baldissero 2031» e la scuola «Giacomo Berruto» di via Roma. Anzi, i cancelli del plesso, con le classi dell’infanzia, materna e secondaria di I grado.

Tutto ha inizio lunedì scorso: alcuni docenti decidono di esporre due bandiere della pace, con le strisce arcobaleno. La giornata di martedì 15 marzo non è ancora finita che già arriva la pec indirizzata alla scuola. Mittente la segreteria di Piero Cordero. La richiesta è «l’immediata rimozione di quanto impropriamente esposto». Ovvero quelle due bandiere, appese proprio all’ingresso. Cordero non si nega, è sera tardi ma spiega prontamente le motivazioni: «L’iniziativa è impropria e in ritardo se riferita al conflitto russo-ucraino. Inopportuna se riferita al concetto generalizzato di pacifismo. Deve essere quantomeno concordata con l’ente proprietario dell’immobile». Ovvero il sindaco. La legge d’altronde parla chiaro: sulle pareti delle strutture pubbliche possono essere affisse solo le bandiere della Regione, italiana ed europea. Aggiunge Cordero: «È comunque fuori luogo in un contesto di scolari e studenti che probabilmente devono ancora approfondire adeguatamente la differenza concettuale che corre tra pace e pacifismo».

Le bandiere sono state rimosse. Sui vari gruppi whatsapp sono rimbalzate notizie e lamentele dai genitori. Il risentimento più grande arriva però da parte delle docenti. L’idea delle due bandiere d’altronde era stata loro. «Mi rammarica sapere che un insegnante non conosca la legge» aggiunge Cordero. L’unica protesta ufficiale arriva da Francesca Gai, genitore del consiglio d’Istituto della scuola centrale, ad Andezeno. Scrive in una mail indirizzata a sindaco e scuola: «Trovo assurdo che si faccia polemica in un momento come questo. È stato tolto un messaggio di speranza. Dal momento che il sindaco è così esperto di pacifismo, che venga lui a scuola a spiegarne il senso. È stato messo in dubbio il mestiere dell’insegnante. Quando bastava chiedere per scoprire che la scuola ha fatto delle attività per spiegare la situazione drammatica prima di esporre quelle bandiere. Ricordiamo che nella Costituzione è scritto che l’Italia ripudia la guerra. Quelle scritte non sono politica».

Sui cancelli della «Berruto» è già pronto dell’altro da esporre da domani. «È stato commesso un errore da parte della scuola è vero. La legge dice che non si possono esporre bandiere? Esporremo manufatti come cartelloni con la scritta pace, fatti dai bambini — conclude Gai —. Quelli non sono contro la legge, solo bisognerà spiegare perché c’è una pace che si può mettere è un’altra che è divieto se ha la forma di una bandiera colorata».

Ieri sera è arrivata nei registri elettronici degli studenti la risposta anche da parte della dirigente scolastica Cristina Brovedani. Il botta è risposta del bandieragate continua, si conferma quanto anticipato da Gai. Nel testo si dà infatti inizialmente piena ragione alle motivazioni del sindaco sulle leggi sull’utilizzo degli edifici pubblici. Con l’inciso: «Tale precisazione non toglie che possano essere affissi disegni, cartellini, immagini rappresentanti la pace. Specialmente in questo momento».

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17 marzo 2022 (modifica il 17 marzo 2022 | 22:36)

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, 2022-03-18 07:11:00, Il primo cittadino Piero Cordero: «Iniziativa impropria e fuori luogo», Federica Vivarelli

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