Economia: Manner (Finnair): «Puntiamo sull’Italia, i turisti vogliono rivedere le città d’arte»

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Mentre il mondo prova a uscire dal tunnel della variante Omicron Finnair, la principale compagnia finlandese, investe 200 milioni di euro per rinnovare entro l’anno prossimo gli interni dei suoi aerei Airbus A350 e A330 per i voli intercontinentali verso Asia e Nord America. Nuovi sedili di classe Business, introduzione della Premium economy e il restyling dell’Economy. «Vediamola anche come la rinascita e la ripartenza di Finnair dopo la pandemia», commenta l’amministratore delegato Topi Manner al Corriere durante un’intervista online. Le novità — annunciate dopo oltre tre anni di studi e test — si vedranno a partire dal 1° marzo.

Topi Manner, amministratore delegato di Finnair (foto Leonard Berberi/Corriere)

L’offerta sull’Italia

Nel primo semestre di quest’anno — secondo la società specializzata Oag — Finnair metterà a disposizione oltre 286 mila posti tra Helsinki e l’Italia, persino più di quelli dello stesso periodo del 2019 (+1,4%), prima del Covid. Non solo per portare i turisti asiatici nel nostro Paese — dal momento che Helsinki è il punto di transito più veloce e breve —, ma anche per far viaggiare verso Oriente (e verso gli Usa) i nostri connazionali. Nei voli intercontinentali Finnair ha rivisto anche il servizio a bordo con nuove porcellane di Harri Koskinen e Iittala realizzate appositamente per l’aviolinea. Mentre lo studio di design Marimekko ha progettato una nuova collezione di tessuti.

La pandemia non è ancora passata e voi spendete 200 milioni. Non le sembra azzardato?
«Niente affatto. Questo è il momento giusto per investire e farci trovare pronti alla ripartenza con un prodotto nuovo, attento alla sostenibilità».

Avete inserito una nuova classe di volo, la Premium economy, presente anche in altre compagnie. Perché?
«Intanto è una nuova definizione di Premium economy. L’abbiamo fatto perché questo prodotto risponde alle nuove esigenze dei passeggeri».

E cosa chiedono i clienti?
«Non vedono l’ora di tornare a viaggiare, di provare l’esperienza del volo magari con un’offerta più ricca, ma anche concentrandosi sull’essenziale. Oltre a questo noi aggiungiamo l’autenticità nordica».

La nuova Business class sugli aerei a doppio corridoio

Avete anche introdotto, tra i primi al mondo, la versione «light» della classe Business: costa di meno della tariffa piena, ma ci sono anche meno optional. Come mai?
«Perché abbiamo notato che c’è una fascia di clientela che vuole provare l’esperienza Business a bordo, ma non le interessa tutto il pacchetto, per esempio l’accesso alla lounge o l’imbarco prioritario».

Qual è la clientela principale sulla Business di Finnair?
«Quella che si sposta soprattutto per vacanza».

L’aggiunta della Premium economy e l’inserimento della Business «light» secondo lei rispondono alle richieste di questa fascia di viaggiatori?
«Assolutamente. Sono persone che ormai da due anni non si sono potuti concedere un viaggio fuori dall’Europa per il Covid e le restrizioni».

Persone che secondo lei vogliono volare lontano e sono anche intenzionate a spendere di più per il volo?
«È quello che penso. Sono clienti che hanno anche risparmiato nel frattempo, cosa che li invoglia a pagare di più per il viaggio sedendosi in Premium economy o Business».

Come stanno andando le prenotazioni?
«Crescevano in autunno, poi con l’arrivo di Omicron da Natale in avanti abbiamo visto un calo, ma ora stanno riprendendo».

Omicron ha avuto anche impatto sulle operazioni?
«Indubbiamente la variante ha creato a tutte le compagnie più di qualche difficoltà, anche a livello di puntualità. Questo perché ci siamo ritrovati pure con personale in quarantena».

L’arrivo del Covid ha intaccato il vostro mercato principale: l’Asia. Come avete modificato la programmazione?
«Abbiamo spostato parte dell’offerta negli Stati Uniti, in attesa della completa riapertura a Oriente. Oltre Atlantico abbiamo avviato nuove destinazioni come Dallas e d’estate Seattle. Ovviamente voliamo sull’Asia mano a mano che i mercati riaprono come India, Thailandia, Corea del Sud e Giappone. Non dimentichiamoci anche del cargo che su alcune rotte consente di essere profittevoli pur avendo ancora pochi passeggeri».

La nuova Premium economy

E in Europa?
«Domineranno le destinazioni balneari».

Che connettività mettete a disposizione in Italia?
«È un mercato su cui puntiamo molto. Oltre a Roma Fiumicino e Milano Malpensa, dove abbiamo operato anche durante i picchi della pandemia, per la stagione estiva voleremo a Bologna — dove tra l’altro ho prenotato un viaggio a giugno —, Napoli e Verona. A proposito di Roma: sono stato di recente con la mia famiglia ed è stato bellissimo rivisitare la città e ripetere l’esperienza».

Pensa quindi a una sorta di turismo di ritorno?
«Sì. Le persone vogliono ripetere l’esperienza già fatta, anche perché intanto per due anni sono state ferme».

Avete aperto di recente una base a Stoccolma. Come mai?
«Helsinki è l’hub di Finnair e lo snodo principale delle attività intercontinentali ed europee. Quello che abbiamo visto, però, è che da un lato Norwegian Air si è ridimensionata e dall’altro Sas si concentrata su Copenhagen: a Stoccolma si è creato un vuoto e noi abbiamo deciso di avviare dei voli punto a punto basando tre aerei».

L’ad di Ryanair sostiene che gli europei resteranno in Europa anche quest’anno.
«È una visione troppo semplicistica. C’è una fetta di persone che non vede l’ora di volare al di fuori dell’Europa, aspettano solo che riaprano altri mercati in Asia per esempio».

La classe Economy

Il consolidamento tra le compagnie nel continente sembra si sia fermato.
«Direi che il Covid ha rallentato il processo, anche per il ruolo che rivestono gli aiuti di Stato. Ma ritengo sia inevitabile quindi prima o poi vedremo degli sviluppi».

Come vede il piano di Msc che vuole prendersi la maggioranza di Ita Airways assieme a Lufthansa?
«È una cosa decisamente interessante, sono curioso di vedere come va a finire».

E Finnair?
«Noi continueremo ad essere indipendenti da questo punto di vista. Non a caso investiamo 200 milioni di euro».

lberberi@corriere.it

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