Scuola e studenti stranieri: cosa cambia davvero con il nuovo decreto

Il nuovo decreto scuola introduce una serie di novità che riguardano gli studenti stranieri, le loro famiglie e l’organizzazione delle scuole italiane. Le misure hanno acceso un ampio dibattito perché toccano temi delicati come l’inclusione, l’integrazione e il diritto allo studio.

Tra le disposizioni più discusse ci sono il limite alla presenza di alunni stranieri nelle classi, l’obbligo di corsi di italiano per alcuni genitori e il divieto di frequentare la scuola con il volto coperto. Il provvedimento contiene anche altre novità che interessano gli istituti tecnici e l’insegnamento del latino alle scuole medie.

Il limite del 30% di studenti stranieri nelle classi

La misura che ha attirato maggiore attenzione

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Abilitazione entro dicembre 2026: niente proroga per lanno di prova, ecco cosa sappiamo

Per molti docenti impegnati nei percorsi di abilitazione, una delle domande più frequenti riguarda la possibilità di ottenere il titolo entro dicembre e svolgere comunque l’anno di prova. Le ultime indicazioni disponibili, però, sembrano escludere questa opportunità. 

Nessuna proroga prevista al momento

Nel corso del Question Time del 23 settembre 2026 su OrizzonteScuola TV, è stato affrontato il tema delle procedure concorsuali e della situazione dei docenti ancora impegnati nei percorsi abilitanti. In particolare, è stato chiarito che, allo stato attuale, non risulta prevista alcuna proroga che consenta di conseguire l’abilitazione entro dicembre 2026 e partecipare comunque all’anno di prova.

Si tratta di un chiarimento importante perché molti insegnanti guardano

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Pensioni scuola 2027: domande entro il 21 ottobre, ecco tutte le scadenze e i requisiti da conoscere

Si avvicina un appuntamento importante per migliaia di docenti, educatori e lavoratori ATA che stanno pensando di lasciare il servizio nel prossimo anno scolastico. Il Ministero dell’Istruzione e del Merito ha infatti pubblicato le indicazioni ufficiali per i pensionamenti con decorrenza dal 1° settembre 2027, fissando date precise e aggiornando alcuni requisiti legati all’età pensionabile.

Vediamo in modo semplice e chiaro quali sono le novità principali, le scadenze da segnare in agenda e i requisiti richiesti per accedere alle diverse forme di pensionamento. Basato sul documento .

Quando presentare la domanda

La prima data da ricordare è il 25 settembre 2026, giorno dal quale sarà possibile

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Assicurazione sanitaria integrativa scuola: quando puoi ottenere il rimborso se non ci sono strutture convenzionate

Il personale scolastico ha ancora tempo fino al 20 settembre per aderire alla nuova polizza sanitaria integrativa dedicata al settore dell’istruzione. Si tratta di una copertura che interessa dirigenti scolastici, docenti, personale educativo e ATA e che resterà attiva dal 30 settembre 2026 al 29 settembre 2030. 

Tra i dubbi più frequenti c’è una domanda molto pratica: cosa succede se nella propria provincia non esistono strutture sanitarie convenzionate? In questi casi è possibile rivolgersi a una struttura privata diversa e ottenere il rimborso? La risposta è sì, ma solo a determinate condizioni.

Chi può aderire alla polizza

La copertura è destinata ai dirigenti scolastici, al personale docente, educativo e ATA,

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Polizza sanitaria gratuita per il personale della scuola: tutto quello che cè da sapere

Arriva una misura attesa da tempo per il personale scolastico italiano: la nuova polizza sanitaria integrativa gratuita destinata a più di 1,2 milioni di dipendenti della scuola e del Ministero dell’Istruzione e del Merito. Finanziata con 320 milioni di euro per quattro anni, l’iniziativa punta a offrire una protezione sanitaria aggiuntiva senza costi per i beneficiari.

Vediamo in modo semplice chi può aderire, come funziona e quali sono i principali vantaggi.

Cos’è la nuova polizza sanitaria

Dal 10 settembre è attivo il sistema che permette al personale interessato di aderire online alla polizza sanitaria integrativa. La copertura è erogata da Unisalute, in coassicurazione con Poste Assicura Spa e Intesa San

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GPS prima fascia: perché i precari storici vengono superati in graduatoria?

Le Graduatorie Provinciali per le Supplenze (GPS) continuano a far discutere, soprattutto dopo la pubblicazione delle nuove posizioni in prima fascia. Molti docenti con anni di esperienza alle spalle si sono infatti trovati scavalcati da candidati con meno servizio ma con punteggi molto più alti grazie ai titoli aggiuntivi. Un tema delicato che riaccende il dibattito sui criteri di valutazione utilizzati nelle graduatorie.

Secondo Marco Vulcano della FLC CGIL, il punto centrale della questione non riguarda l’esistenza delle graduatorie, ma il modo in cui vengono attribuiti i punteggi. Negli ultimi anni è aumentato il peso di alcuni titoli accademici e formativi, che possono incidere in modo significativo sulla posizione finale

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Caro vita e docenti precari: perché sempre più insegnanti rinunciano al ruolo

Il sogno del posto fisso nella scuola, per molti insegnanti precari, sta diventando sempre più difficile da realizzare. Non per mancanza di opportunità, ma per una ragione molto concreta: il costo della vita. In diverse regioni del Nord Italia, infatti, centinaia di docenti hanno scelto di rinunciare all’assunzione a tempo indeterminato perché trasferirsi e mantenersi lontano da casa è diventato troppo oneroso.

Il paradosso della scuola italiana

Per anni migliaia di insegnanti precari hanno atteso l’occasione di ottenere la stabilizzazione. Oggi, però, molti di loro si trovano davanti a una scelta difficile: accettare il ruolo lontano dalla propria città affrontando spese elevate oppure rinunciare.

I numeri raccontano una situazione significativa.

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La scuola riparte, ma continua a reggersi sui precari

Ogni settembre la scuola italiana riapre le sue porte a milioni di studenti. Dietro la normale ripartenza delle lezioni, però, si nasconde un problema che da anni accompagna il sistema scolastico: la presenza di un numero enorme di lavoratori precari.

Anche per l’anno scolastico 2026-2027 si parla di circa 200 mila supplenze tra docenti e personale ATA. Un dato che continua a evidenziare una difficoltà strutturale e che, secondo sindacati e operatori del settore, rischia di influire sulla qualità dell’insegnamento e sull’organizzazione delle scuole.

Un’emergenza diventata normalità

Se un tempo il precariato veniva considerato una situazione temporanea, oggi sembra essersi trasformato in una modalità ordinaria di gestione della scuola. Le

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Caro vita e scuola: sempre più docenti rinunciano al ruolo al Nord

Per molti insegnanti precari ottenere il ruolo rappresenta il traguardo di una lunga attesa. Eppure, negli ultimi mesi, sempre più docenti stanno scegliendo di rinunciare all’assunzione a tempo indeterminato, soprattutto nelle regioni del Nord Italia. Una situazione che fino a pochi anni fa sarebbe sembrata impensabile e che oggi viene alimentata soprattutto dall’aumento del costo della vita.

Secondo il sindacato Anief, il caro affitti, le spese di trasporto sempre più elevate e l’assenza di adeguati sostegni economici stanno spingendo migliaia di insegnanti a rifiutare il tanto atteso posto fisso.

Il paradosso della scuola italiana

La vicenda assume contorni ancora più sorprendenti se si considera che il sistema scolastico italiano continua

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