Tfr agli statali anche dopo 25 mesi dalla pensione La legge alla Consulta: rischio incostituzionalità

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La Corte costituzionale ha fissato per il 17 aprile l’udienza sul ricorso

di Franco Bastianini

Sta per essere esaminata nel merito dai giudici della Corte Costituzionale la questione di legittimità costituzionale delle norme di cui all’articolo 12, comma 7, del decreto legge n. 78/2010, come modificato dall’articolo 1, comma 484, lett. a) della legge n.147/2013, che disciplina il trattamento di fine rapporto/servizio dei pubblici dipendenti, la buonuscita per il personale della scuola. È stata infatti fissata per il 17 aprile alle ore 9,30 l’udienza nel corso della quale i giudici della Consulta esamineranno un ricorso relativo tra l’altro appunto all’indebito ritardo del pagamento del Tfr ai pubblici dipendenti previsto del predetto comma 7: a) in un unico importo annuale se l’ammontare complessivo della prestazione, al lordo delle trattenute fiscali, è complessivamente pari o inferiore a 50 mila euro; b) in due importi annuali se l’ammontare complessivo della prestazione, al lordo delle trattenute fiscali, è complessivamente superiore a 50 mila euro ma inferiore a 100 mila. In tal caso il primo importo annuale è pari a 50 mila euro e il secondo importo annuale è pari all’ammontare residuo; c) in tre importi annuali se l’ammontare complessivo della prestazione è complessivamente uguale o superiore a 100 mila euro. In tal caso il primo e il secondo importo annuale è pari a 50 mila euro, il terzo all’ammontare residuo.

È la prima volta che la questione di legittimità costituzionale del predetto articolo viene esaminata nel merito. In due precedenti casi, sentenza 8-11 ottobre 2012, n. 223 e sentenza 15-23 gennaio 2014, n. 7, i giudici avevano invece dichiarato la manifesta inammissibilità di una analoga questione di legittimità costituzionale sollevata dai Tar dell’Umbria e della Calabria.

A sollevare, ultima in ordine di tempo, la questione di legittimità presso la Consulta è stato un giudice del lavoro di Roma su un ricorso patrocinato dalla Confsal-Unsa il cui segretario Massimo Battaglia alla notizia della fissazione dell’udienza ha dichiarato tra l’altro che «finalmente, dopo un lungo e ostinato iter giudiziario, potremo esporre davanti alla Corte Costituzionale le ragioni di milioni di lavoratori che, dopo avere versato per decenni i contributi mensili, sono costretti ad attendere la prima rata del proprio Tfr ben oltre i 25 mesi previsti dalla norma in vigore».

L’udienza fissata per il prossimo 17 aprile riapre le speranza delle migliaia di dipendenti scolastici che sono appena andati in pensione e di quelli più numerosi che cesseranno dal servizio dal prossimo 1° settembre di avere la liquidazione spettante in tempi notevolmente più brevi e, comunque, nei tempi con cui viene liquidato il trattamento di fine rapporto ai lavoratori del settore privato.

Un primo passo verso una riduzione dei tempi di liquidazione del trattamento di fine rapporto/servizio, ivi compresa l’indennità di buonuscita del personale scolastico, potrebbe essere rappresentato dall’articolo 23 del decreto legge 28 gennaio 2019, n. 4 che disciplina la possibilità di una anticipazione, seppure nella misura massima di 30 mila euro, di una quota dell’indennità di fine servizio maturata. Si tratta ora solo di attendere le nuova decisioni dei giudici della Consulta.

Fonte dell’articolo: Italia Oggi

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