Il nuovo ruolo della Fiera del Levante

Il nuovo ruolo della Fiera del Levante

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editoriale Mezzogiorno, 23 ottobre 2022 – 09:39 Programmi e prospettive della Campionaria barese di Silvio Suppa La folla nei viali della Fiera del Levante La Fiera del Levante si è vista anche quest’anno, in un clima di guerra, di alti costi dell’energia e duri riflessi su aziende e famiglie. Poi verrà un attento bilancio, ma bisognerebbe già pensare al futuro del nostro appuntamento autunnale, per dare un asse solido alla Fiera barese, che forse si rivitalizzerà proprio tornando alla sua tradizione di crocevia di Paesi e idee per lo sviluppo dei popoli del Mediterraneo. Al momento, il nostro Sud non è nel cuore delle politiche governative, mentre le regioni restano incerte difronte alle pericolose proposte di un autonomismo differenziato, a netto favore del Nord. Con il nuovo governo si vedrà, ma la Fiera non può vivere di governi, e deve riprogrammarsi – se vuole tornare fucina attiva – sulla misura dei tempi lunghi, quelli in cui si ragiona in termini di pace e si progetta con il respiro delle relazioni nazionali e internazionali. Bisogna acquisire una mentalità da impresa, pur senza dimenticare le finanze europee: e allora potremmo pensare che nel Sud la prima risorsa siamo noi – bando a ogni autarchia morale – nel senso di aprirci a relazioni produttive dentro una sorta di rilancio autoctono, a partire dall’agricoltura, destino prezioso del Mezzogiorno, dal turismo e dalla nuova industria, alimentare e non. Ma bisogna anche riscoprire i Paesi dell’Africa del Nord, ricaduti indietro di decenni, per colpe intestine e purtroppo per anni di avventati neo-colonialismi europei, tutti falliti. Qui si apre lo spazio della Fiera del Levante, dove sarebbe opportuna qualche osservazione critica su ciò che è diventata la filosofia dell’accoglienza, oggi paravento per acquisire manodopera a buon mercato, nuovi «lumpen», dopo la quasi estinzione del vecchio bracciantato. Il Sud invece può essere subito partner produttivo e commerciale dei Paesi africani, in un’idea larga di investimento e scambio, avviando in quelle terre la nascita di un sistema produttivo dotato di scambi con le tre penisole del Mediterraneo e anche oltre, in prospettiva. L’Africa non ha la potenza della Cina, e ciò può cambiare i pesi specifici dello sviluppo e della pace, passando proprio dalla vecchia Campionaria, nuovamente foro di mediazioni commerciali e di aggiornamenti politici su questi temi. Con l’Africa bisogna riprendere a parlare e a scambiare, a procurare lavoro, investimenti, competenze tecniche e scientifiche, facendo della Fiera una sorta di Camera mediterranea del commercio, per aggiornare, oltre la Fiera stessa, uno scenario di traffici con terre vicinissime, e che al momento appaiono tristemente lontanissime. La newsletter del Corriere del Mezzogiorno – PugliaSe vuoi restare aggiornato sulle notizie della Puglia iscriviti gratis alla newsletter del Corriere del Mezzogiorno. Arriva tutti i giorni direttamente nella tua casella di posta alle 12. Basta cliccare qui. 23 ottobre 2022 | 09:39 © RIPRODUZIONE RISERVATA , 2022-10-23 07:46:00, Programmi e prospettive della Campionaria barese,

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