Andare in gita non è più scontato come un tempo. Secondo l’ultimo rapporto di Skuola.net, ben 4 studenti su 10 quest’anno non parteciperanno al classico viaggio d’istruzione con pernottamento. Ma cosa sta succedendo nelle scuole italiane?
1. I motivi principali del “no”
Le cause che portano a cancellare una gita sono diverse e spesso si intrecciano tra loro:
-
Comportamento e disciplina: È la causa principale. Nel 34% dei casi, i professori non se la sentono di accompagnare classi troppo vivaci o indisciplinate. In altri casi (12%), è la scuola stessa a vietare il viaggio come “punizione” o misura preventiva.
-
Costi troppo alti: I prezzi sono saliti. Molte famiglie non riescono a sostenere la spesa, e se non si raggiunge un numero minimo di partecipanti, la gita salta per tutti.
-
Mancanza di professori: Accompagnare una classe è una responsabilità enorme (civile e penale) che i docenti spesso devono assumersi senza ricevere un compenso adeguato. Per questo, molti preferiscono declinare.
-
Ansia sociale: Un dato sorprendente riguarda un 6% di ragazzi che sceglie volontariamente di non partire per evitare la convivenza forzata con i compagni, un segnale di come il disagio relazionale pesi sulle nuove generazioni.
2. Quanto costa e dove si va?
Per chi invece riesce a partire, l’esperienza sta diventando un po’ più lunga e costosa:
-
Il budget: In media, una gita costa oggi circa 440 euro (l’anno scorso erano 424). La maggior parte dei viaggi oscilla tra i 200 e i 600 euro.
-
La durata: Le gite durano mediamente 4 giorni.
-
Le mete: L’Italia resta la regina (scelta dal 60% delle classi), con Firenze, Roma e Napoli in cima alla classifica. Tuttavia, cresce la voglia di estero (40%), nonostante i costi più elevati.
3. Sicurezza e Trasporti: addio al risparmio a tutti i costi
Una novità importante riguarda i pullman. Dopo tragici incidenti del passato, le norme sono diventate molto severe:
-
Le scuole non possono più noleggiare mezzi vecchi o “low-cost”.
-
I bus devono essere di ultima generazione, dotati di sistemi di frenata automatica.
-
Sebbene questo aumenti la sicurezza per ragazzi e insegnanti, contribuisce inevitabilmente a far salire il prezzo del biglietto.
Oltre al pullman (usato dal 46%), crescono i viaggi in aereo (28%) e treno (19%). Una piccola fetta di studenti (5%) sceglie addirittura la crociera.
4. Il nodo della burocrazia
Organizzare un viaggio d’istruzione oggi è un lavoro enorme per le segreterie scolastiche. Devono gestire appalti complessi, piattaforme digitali e bandi di gara. Anche se il Ministero ha cercato di semplificare offrendo pacchetti “chiavi in mano”, la macchina burocratica resta pesante e, se qualcosa si inceppa, la gita viene annullata.In sintesi: una sfida educativa
Come spiega Daniele Grassucci di Skuola.net, la gita è uno strumento didattico prezioso ma “fragile”. Tra responsabilità legali dei prof, costi gonfiati dall’inflazione e nuove norme di sicurezza, il rischio è che il viaggio d’istruzione diventi un privilegio per pochi, invece di essere un momento di crescita per tutti.
Lo sapevi che?
| Dato | Percentuale/Valore |
| Studenti che non partono | 44% |
| Costo medio gita | 440 € |
| Meta preferita in Italia | Firenze |
| Mezzo più usato | Pullman (46%) |
Nota editoriale
Questo contenuto è stato realizzato con il supporto di strumenti di intelligenza artificiale e revisionato dalla redazione.
[smiling_video id=”668089″]
[/smiling_video]

