Disabilità, lo specialista entra in classe senza il consenso degli altri genitori

Disabilità, lo specialista entra in classe senza il consenso degli altri genitori

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Alunni con disabilità: lo specialista può entrare in classe

Basta l’autorizzazione del preside

Quando un alunno con disabilità ha bisogno del supporto di uno specialista, come uno psicologo o un altro professionista sanitario, questo può entrare in classe. Serve però una sola cosa: l’autorizzazione del dirigente scolastico.

Non è invece corretto chiedere il permesso agli altri genitori della classe, né agli insegnanti. Allo stesso modo, non si può pretendere che il professionista firmi autodichiarazioni sul casellario giudiziale o su eventuali carichi pendenti.

A chiarirlo è il Garante nazionale dei diritti delle persone con disabilità, un organismo istituito nel 2024 proprio per tutelare i diritti delle persone con disabilità.

Le indicazioni riguardano tutti i professionisti sanitari che seguono l’alunno nell’ambito:

  • del piano terapeutico o riabilitativo,
  • del progetto assistenziale,
  • o del progetto di vita.

L’obiettivo è uno solo: garantire davvero il diritto allo studio e alla salute degli studenti con disabilità.

Il chiarimento nasce dal caso di un alunno con disturbo dello spettro autistico e disabilità grave, iscritto a una scuola di Roma. I genitori avevano segnalato difficoltà nell’ingresso in classe dello specialista che seguiva il figlio. Da qui, l’intervento del Garante.

Secondo le indicazioni fornite:

  • lo specialista può entrare in classe solo dopo l’autorizzazione del preside;
  • il dirigente deve verificare che la documentazione sia completa e regolare;
  • la scuola non deve giudicare l’intervento dal punto di vista clinico o terapeutico.

Vengono invece considerate illegittime alcune richieste che talvolta vengono avanzate dalle scuole, come:

  • il consenso degli altri genitori della classe;
  • l’assenso dei docenti;
  • le autodichiarazioni sul casellario giudiziale del professionista.

In sintesi, la presenza dello specialista in classe non è una concessione, ma uno strumento fondamentale per sostenere l’alunno con disabilità e permettergli di vivere la scuola in modo pieno e inclusivo.

Nota editoriale

Questo contenuto è stato realizzato con il supporto di strumenti di intelligenza artificiale e revisionato dalla redazione.