Bonus docenti: nella nuova Carta del 2025/26 i supplenti brevi restano a mani vuote

Bonus docenti: nella nuova Carta del 2025/26 i supplenti brevi restano a mani vuote

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Bonus docenti: nella nuova Carta del 2025/26 i supplenti brevi restano a mani vuote

L’attesa per il Bonus Carta del Docente dell’anno scolastico 2025/26 continua a crescere. Il decreto che avrebbe dovuto essere pubblicato entro il 30 gennaio non è arrivato, quindi per ora si possono seguire solo le indicazioni del Ministero. La questione interessa anche molti docenti precari.

Chi avrà diritto al bonus nel 2025/26

Nel prossimo anno scolastico la Carta del Docente sarà assegnata a:

  • insegnanti di ruolo, anche neoassunti e part‑time;
  • docenti dichiarati inidonei per motivi di salute (art. 514 del D.Lgs. 297/1994);
  • docenti in comando, distacco, fuori ruolo o con altri incarichi particolari;
  • docenti che lavorano nelle scuole all’estero o nelle scuole militari;
  • docenti con contratto fino al 31 agosto 2026, anche con orario ridotto;
  • docenti che hanno ottenuto il bonus tramite sentenza favorevole;
  • docenti con contratto fino al 30 giugno 2026, anche part‑time;
  • personale educativo in servizio.

E chi ha supplenze temporanee?

Per chi ha una supplenza breve, la normativa attuale non prevede l’accredito automatico del bonus. Quando la piattaforma riaprirà per il 2025/26, questi docenti non risulteranno tra i beneficiari, nemmeno se le supplenze, sommandosi, durassero fino alla fine delle lezioni e degli scrutini.

Il Ministero sta verificando l’elenco delle persone aventi diritto e, tra i precari, verranno riconosciuti solo coloro che hanno un contratto fino al 31 agosto o 30 giugno 2026.

Va però ricordato che una recente sentenza della Corte di Giustizia Europea (3 luglio 2025) ha stabilito che la Carta del Docente spetta a tutti i precari, senza distinzione sulla durata del contratto.

Per ora però questo diritto non viene applicato automaticamente: chi vuole farlo valere deve ricorrere al giudice. Inoltre, il bonus può essere richiesto anche per i contratti degli ultimi cinque anni, grazie alla prescrizione quinquennale.

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