Valore formativo dell’attenzione alla sicurezza in Alternanza Scuola Lavoro

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a cura di Dionisio Bonomo

La legge 30 dicembre 2018, n. 145 (legge di bilancio 2019) cambia nome agli attuali percorsi di alternanza scuola lavoro definendoli “percorsi per le competenze trasversali e per l’orientamento

La modifica non è solo nominale, ma si traduce in una forte riduzione del numero minimo di ore da svolgere complessivamente, pari a 210 nei percorsi di istruzione professionale, 150 nei percorsi degli istituti tecnici, 90 nei percorsi liceali (commi da 784 a787). 
Pur con questa drastica riduzione, non viene disperso il valore didattico dell’esperienza formativa, né viene meno l’esigenza di dedicare attenzione ai percorsi alternanza scuola lavoro anche sotto il profilo delle misure volte a garantirne la sicurezza. 
Lo facciamo in questo numero presentando i contenuti di un intervento dal titolo “La gestione della sicurezza per i giovani in alternanza: l’impegno delle imprese”, svolto da Mariarosaria Spagnuolo (responsabile Area Salute e Sicurezza sul Lavoro di Assolombarda) al convegno “La cultura della sicurezza nelle scuole” organizzato a febbraio scorso dall’Ordine degli ingegneri della provincia di Milano. 
L’intento della relatrice è di offrire utili indicazioni operative per le aziende impegnate ad accogliere i giovani in alternanza scuola-lavoro, sottolineando che la cultura della salute e della sicurezza nelle scuole riguarda anche la “costruzione/promozione di valori condivisi” e il rispetto di regole, norme e procedure. 
Queste le regole fondamentali di cui tenere conto per inquadrare correttamente la problematica in esame:

  1. Lo studente in alternanza è equiparato dal D.Lgs. n. 81/2008 al lavoratore
  2. Il datore di lavoro deve valutare i rischi ai sensi dell’art. 28, considerando anche quelli connessi alle ‘differenze di genere, all’età, alla provenienza da altri Paesi e quelli connessi alla specifica tipologia contrattuale attraverso cui viene resa la prestazione di lavoro

È importante guidare anche gli studenti alla giusta consapevolezza degli obblighi previsti dall’art. 20 del D.Lgs. n. 81/2008, con un percorso formativo che conduce all’acquisizione e al consolidamento di valori importanti:

  • Rispetto di sé e degli altri – Ogni lavoratore deve prendersi cura della propria salute e sicurezza e di quella delle altre persone presenti sul luogo di lavoro
  • Il senso di lavoro di squadra e di partecipazione – Contribuire all’adempimento degli obblighi previsti a tutela della salute e sicurezza sui luoghi di lavoro
  • Rispetto delle regole (orari, modalità di lavoro, cosa fare e cosa no ecc.) – Osservare le disposizioni e le istruzioni impartite
  • Crescita culturale e professionale – Partecipare ai programmi di formazione
  • Attenzione al mondo circostante – Segnalare qualsiasi eventuale condizione di pericolo di cui vengano a conoscenza.

Questo particolare percorso formativo, presuppone dei passaggi che una azienda può e deve seguire:

  • Partire da una progettazione metodologica che veda ogni protagonista coinvolto per la propria parte
  • Azienda e Scuola elaborano la convenzione tenendo presente sin dall’inizio gli aspetti di sicurezza (es. ripartizione di adempimenti)
  • Gli SPP sono coinvolti sin dall’inizio e aggiornano il DVR, elaborando le misure e le procedure necessarie
  • L’azienda (nella sua struttura organizzativa) provvede all’adozione delle misure (informazione, formazione, sorveglianza sanitaria, controllo sul rispetto delle regole ecc.).

Altri passaggi da tenere presenti:

  • la valutazione dei rischi riguarda la presenza degli studenti in alternanza
  • le misure di prevenzione e protezione tengono conto:
    •  della possibile necessità di un controllo specifico sull’attività dei ragazzi (presenza di tutor/preposti)
    • dell’inesperienza (legata alla età ed alla temporanea permanenza in azienda degli studenti)
    • delle caratteristiche fisiche dei ragazzi/e (età e genere) che possono vietare certe lavorazioni o prevedere cautele particolari
    • della lingua dei ragazzi stranieri
    • della diversa percezione del rischio da parte dei ragazzi stranieri
  • in base alle convenzioni, la formazione generale è svolta dalla scuola
  • l’azienda provvede alla formazione specifica (in relazione al DVR)
  • il D.Lgs. n. 195/2017 (Carta dei diritti e dei doveri degli studenti in alternanza scuola-lavoro) prevede la presenza di tutor aziendali
  • il numero degli studenti dipende dalle effettive capacità strutturali, tecnologiche ed organizzative della azienda, secondo queste proporzioni
    • non più di 5 studenti per tutor, nelle aziende a rischio alto (classificate secondo Accordo Stato Regioni del 21 dicembre 2011)
    • non più di 8 studenti per tutor, nelle aziende a rischio medio
    • non più di 12 studenti per tutor, nelle aziende a rischio basso
  • nei casi previsti dalla normativa e sulla base della valutazione dei rischi gli studenti sono sottoposti a sorveglianza sanitaria da parte del medico competente
  • la convenzione fra azienda e scuola ripartisce gli obblighi relativi alla sorveglianza sanitaria.

La relatrice evidenzia l’impegno delle imprese per la promozione dell’alternanza scuola-lavoro facendo anche riferimento ad un vademecum del 2017 dal titolo “Fabbrichiamo competenze per il futuro. Suggerimenti per un’Alternanza Scuola-Lavoro semplice ed efficace”, a cura di Assolombarda. 
Da questo lavoro riporta un’utile indicazione dei vantaggi della progettazione e realizzazione delle attività di Alternanza Scuola-Lavoro per scuole e imprese.
Ricadute positive per le Scuole:

  • creare un ponte tra scuola e lavoro
  • entrare in contatto con le attese del mondo del lavoro per migliorare la propria offerta formativa e la competitività dell’istituto sul territorio
  • motivare e orientare gli studenti negli studi e nella scelta del percorso post diploma
  • creare occasioni di didattica per competenze (resa obbligatoria dalla L.107/2015)
  • arricchire i percorsi didattici migliorare l’attrattività della scuola e incrementare le iscrizioni.

Ricadute positive per le Aziende:

  • aumentare il livello di competenze nel capitale umano presente sul territorio per contribuire alla competitività del sistema economico
  • possibilità di sviluppare le competenze tecniche e trasversali dei potenziali futuri lavoratori già durante il percorso di studi
  • ridurre i tempi e investimenti di inserimento di nuove risorse in organico
  • creare rapporto privilegiato con le scuole sul territorio
  • potenziare la capacità dei propri collaboratori di trasferire know-how senza significativi investimenti in formazione dei dipendenti, ma addestrandoli sul campo
  • arricchire il proprio business e la propria organizzazione di freschezza e nuovo entusiasmo attraverso il confronto con le giovani generazioni
  • buon ritorno in termini di attrattività, employer branding e responsabilità sociale di impresa sul territorio di riferimento.

da CISL Scuola

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