Precariato, l’intesa possibile

Precariato, l’intesa possibile
Spread the love
Straordinari certificati per i prof con l'obbligo dei rilievi biometrici

La proposta messa sul tavolo del confronto con i sindacati dopo la revoca dello sciopero. Pas speciale con immissione in ruolo per 20 mila docenti

di Alessandra Ricciardi

Un solo percorso abilitante straordinario per i docenti precari che hanno alle spalle 36 mesi di servizio, con lo sbocco dell’immissione in ruolo. E poi basta. Un Pas che dovrebbe consentire l’assunzione a tempo indeterminato di circa 20 mila docenti oggi precari. Per tutti gli altri che hanno 36 mesi di servizio, la platea complessiva si aggira sulle 48 mila unità, c’è il parallelo percorso del concorso ordinario a cui potranno accedere senza prova preselettiva e potendo fare affidamento su una riserva di posti. Del 30% ma anche più. Un elemento, questo, sul quale si può trattare.

È la proposta messa sul tavolo dal capo di gabinetto del ministero dell’istruzione e università, Giuseppe Chinè, in apertura della prima sessione di incontri sul precariato, incontri messi in cantiere dopo l’accordo sottoscritto a Palazzo Chigi da governo e sindacati della scuola e la conseguente revoca dello sciopero proclamato per il 17 di maggio.

I sindacati, a cui il dicastero guidato da Marco Bussetti ha rispedito la palla chiedendo di avere una valutazione unitaria della proposta, hanno chiesto che il percorso articolato sul doppio binario consenta comunque a tutti i precari triennalisti di ottenere l’abilitazione. Una richiesta, questa, su cui hanno concordato, al di là delle diverse impostazioni di base, Flc-Cgil, Cisl scuola, Uil scuola, Snals e Gilda.

Nei prossimi giorni dovrebbe esserci la formalizzazione della proposta condivisa che sarà trasformata in emendamento di maggioranza al decreto Crescita: questo il veicolo legislativo che dovrebbe consentire in tempi veloci di definire anche giuridicamente la questione. Il no chiaro invece è giunto dall’amministrazione all’ipotesi di un Pas aperto a tutti i 50 mila potenziali interessati: non ci sarebbero neanche le capacità organizzative da parte delle università per far fronte a un tale contingente, è una delle motivazioni addotte.

«L’incontro ha permesso una prima esplorazione del contesto: per formulare precise proposte finalizzate ai necessari interventi legislativi, è risultato necessario conoscere in maniera più dettagliata i dati relativi alle disponibilità di posti e classi di concorso», hanno scritto in un comunicato unitario Francesco Sinopoli, Maddalena Gissi, Pino Turi, Elvira Serafini e Rino Di Meglio, rispettivamente segretari della Flc-Cgil, Cisl scuola, Uil scuola, Snals-Confsal e Gilda. «Questo governo non fa promesse, prende impegni e li mantiene», è il commento di Bussetti, «la notte del 24 aprile abbiamo raggiunto un importante accordo con le organizzazioni sindacali. Abbiamo scritto insieme una bella pagina per l’amministrazione. Siamo già al lavoro per raggiungere gli altri obiettivi che ci siamo posti».

Il 14 maggio, infatti, sarà la volta del tavolo tecnico dedicato ai dirigenti scolastici, il 20 si riunirà quello relativo al rinnovo contrattuale, il 28 quello che si occuperà di Università, Ricerca e Alta Formazione Artistica, Musicale e Coreutica. Ma prima e su di tutti resta il nodo precariato.

Da Italia Oggi

Pietro Guerra

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.