Docenti, ispettori, ex Lsu: 60mila ingressi nella scuola

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Con il decreto legge atteso oggi in Consiglio dei ministri il governo giallorosso avvia una nuova ondata di assunzioni che tra concorsi a cattedra ordinari e straordinari

di Eugenio Bruno e Claudio Tucci

Porte aperte nelle scuole italiane. Con il decreto legge atteso oggi in Consiglio dei ministri il governo giallorosso avvia una nuova ondata di assunzioni che tra concorsi a cattedra ordinari e straordinari, stabilizzazioni e selezioni di dirigenti tecnici interesserà, da qui al 2021, quasi 60mila persone. A cui vanno aggiunti i 17mila maestri e maestre di infanzia e primaria che sono in attesa del bando autorizzato ormai da mesi ma slittato più volte, complice il passaggio da vecchio a nuovo esecutivo.

Si procederà per gradi. La prima platea che otterrà una risposta è quella formata dai circa 55mila prof precari non abilitati ma con tre anni di servizio scolastico alle spalle (anche non continuativo) maturato tra il 2011/12 e il 2018/19. Di questi, i primi 24mila saliranno in cattedra in una secondaria di I o II grado già l’anno prossimo sulla base di una mini-selezione composta da uno scritto (per cui basteranno i 7/10) e da una lezione simulata. Gli altri avranno comunque una seconda chance: chi ha ottenuto il voto minimo di 7/10 e quest’anno ha avuto un incarico annuale o fino al 30 giugno potrà essere abilitato lo stesso ed essere immesso in ruolo da qui al 2022/2023.

Più lunghi si annunciano invece i tempi per il concorso ordinario per altri 24.500 posti, destinati sempre a medie e superiori. Sebbene vada bandito insieme a quello straordinario, e dunque entro il 2019, difficilmente si concluderà entro settembre. A una prova preselettiva, seguiranno infatti uno scritto e un orale. In tutto quindi tre prove. Destinatari stavolta saranno i neolaureati o i precari che hanno partecipato al concorso straordinario e già posseggono i 24 Cfu necessari.

Se questa parte del provvedimento appare stabilizzata qualche dubbio in più circonda la maxi-stabilizzazione per 11.263 addetti alle pulizie. Che era contenuta nelle ultime bozze circolate fino a ieri ma che alla fine potrebbe anche saltare. Se confermata costituirebbe l’ultimo atto di un percorso avviato dalla legge di bilancio 2019. Con l’aggiunta che, ora, gli ex Lsu impegnati in attività di pulizia per almeno 10 anni potranno essere statizzati a partire dal 1° gennaio purché abbiano la terza media e non abbiano precedenti penali specifici.

A completare il quadro delle assunzioni in programma ci pensano poi i 55 dirigenti tecnici che potranno svolgere il ruolo di ispettore dopo aver superato un semplice concorso e non un corso-concorso.

Novità all’orizzonte si profilano anche per i presidi. Grazie alla cancellazione dell’obbligo dei controlli biometrici, già bocciato, peraltro, dal Garante per la privacy. Con i 17 milioni che si risparmieranno verranno finanziati interventi di riqualificazione energetica negli edifici scolastici.

«Il decreto scuola è un primo passo – sottolinea la sottosegretaria al Miur, Lucia Azzolina -. Il testo è migliorabile anche in sede parlamentare. Auspico il contributo di tutti per portare a casa un risultato atteso».

Oltre alla scuola il Dl dovrebbe interessare anche l’unviersità. Potrebbe essere la volta buona per portare da 6 a 9 anni la durata dell’abilitazione scientifica nazionale per gli aspiranti prof. Ma il condizionale è d’obbligo visto che questa misura nell’ultimo anno è già saltata due volte da altrettanti provvedimenti.

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