Concorso DSGA: il rompicato delle lauree consentite

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Nel  bando si precisano ulteriormente esclusioni ed inclusioni, elencate con puntiglioso dettaglio nell’allegato A del decreto che ha regolato lo stesso bando

 Dopo l’introduzione, con il contratto scuola 1998/2001, nel sistema d’istruzione nazionale della qualifica di Direttore dei Servizi Generale e Amministrativi (DSGA) che consentì ai segretari delle scuole, previo apposito corso di riconversione, di assumere di fatto le nuove funzioni nelle istituzioni scolastiche autonome, vennero definiti anche i titoli di accesso alla nuova qualifica: laurea specialistica in giurisprudenza; laurea in scienze politiche sociali e amministrative; laurea in economia e commercio o titoli equipollenti.

Da allora quelle tre tipologie di diploma di laurea sono rimaste inapplicate in attesa del primo concorso vero e proprio, venuto, finalmente, un anno fa con la legge di bilancio 2018 che ne ha previsto l’emanazione del bando entro il 2018 (come puntualmente avvenuto).

Prima di questa importante decisione, il decreto interministeriale 9 luglio 2009, ai fini della partecipazione ai concorsi pubblici,definiva l’equiparazione tra diplomi di lauree di vecchio ordinamento, lauree specialistiche e lauree magistrali,  mettendo per la prima volta “i puntini anche sulle i” di quei titoli richiesti per l’esercizio della funzione del DSGA.

Ma non finiva lì.

Infatti nell’attuale bando si precisano ulteriormente esclusioni ed inclusioni, elencate con puntiglioso dettaglio nell’allegato A del decreto che ha regolato lo stesso bando.

Nel lungo elenco dei titoli di laurea con il dettaglio di quelli ammessi tra vecchio ordinamento, specializzazioni, equipollenti ed equiparati, ce ne sono sei di giurisprudenza, venticinque di scienze politiche e trentuno di economia e commercio.

Una sessantina di titoli tra lauree magistrali, specializzazioni che sembrano offrire un’ampia possibilità di accesso, ma che, come appare dalle prime reazioni, sembra invece che non abbiano fugato dubbi e incertezze, nascondendo, forse, già la voglia di opporsi con i soliti ricorsi all’eventuale esclusione. 

Fonte dell’articolo: Tuttoscuola.com

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