Il Ministero dell’Istruzione e del Merito ha pubblicato l’ordinanza che regola l’aggiornamento e il rinnovo delle Graduatorie provinciali per le supplenze (GPS) per gli anni scolastici 2026/2027 e 2027/2028.
Si tratta del documento che stabilisce come verranno gestiti inserimenti, aggiornamenti, trasferimenti e assegnazione delle supplenze annuali (31 agosto) o fino al termine delle lezioni (30 giugno) per docenti ed educatori.
Le domande si presenteranno esclusivamente online, dal 23 febbraio al 16 marzo 2026, tramite il Portale InPA e il servizio Istanze on line.
Quali sono le novità principali? Che effetti avranno su punteggi e incarichi?
Validità biennale delle GPS e aggiornamento dei punteggi
L’ordinanza conferma la struttura delle graduatorie in prima e seconda fascia per posto comune, sostegno e personale educativo.
I punteggi saranno aggiornati secondo le nuove tabelle allegate e includeranno solo titoli e servizi ottenuti dopo il 24 giugno 2024 ed entro la data di scadenza della domanda.
Rimane fondamentale l’autodichiarazione: tutti i titoli devono essere inseriti in piattaforma senza allegare certificazioni, tranne casi particolari (es. titoli esteri).
I controlli saranno effettuati dalla scuola al momento del primo contratto. In caso di dichiarazioni false sono previste rettifiche o l’esclusione.
Supplenze: conferma delle priorità e delle sanzioni
Il sistema per assegnare le supplenze non cambia: prima le GAE, poi le GPS e infine le graduatorie di istituto.
Rimane anche il sistema delle sanzioni per chi rifiuta o abbandona un incarico. Nonostante le osservazioni del CSPI, il Ministero ha scelto di non modificarlo, per garantire la continuità didattica e un funzionamento più chiaro dello scorrimento delle graduatorie.
Il messaggio è netto: la stabilità degli alunni resta la priorità.
Certificazioni digitali: conta la qualità, non la quantità
Uno dei punti più importanti dell’ordinanza riguarda le certificazioni informatiche: non tutte saranno valutate.
Per essere riconosciute ai fini del punteggio, le certificazioni digitali devono:
- essere rilasciate da enti accreditati presso Accredia;
- essere conformi ai framework europei DigComp 2.2 e DigCompEdu.
Questa scelta risponde alla necessità di garantire standard qualitativi uniformi e di evitare confusione tra gli aspiranti, dato l’aumento dell’offerta di certificazioni negli ultimi anni.
Il Ministero ribadisce che il punteggio non dipende solo dall’avere un attestato, ma dalla qualità delle competenze effettivamente certificate.
Le competenze digitali oggi fanno parte integrante del profilo del docente, anche in relazione alle innovazioni introdotte dal PNRR. Per questo la certificazione non può essere vista solo come un modo per “fare punti”, ma come un elemento essenziale per la didattica moderna e l’uso consapevole delle tecnologie, inclusa l’intelligenza artificiale.
Cosa devono fare gli aspiranti docenti
In sintesi, chi partecipa alle GPS deve:
- controllare che le proprie certificazioni digitali siano accreditate e conformi ai requisiti richiesti;
- dichiarare solo titoli realmente posseduti entro la scadenza della domanda;
- compilare con attenzione l’istanza, sapendo che i controlli saranno accurati.
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